Dracarys!

E' giunta l'era di Draghi. I toni epici di una stampa orfana di indiscrezioni, come al solito, distolgono l'attenzione da quelli che per il sottoscritto sono invece spunti interessanti.

Andiamo per gradi

Un Governo "tecnico"

Definizione cara ai giornalisti, in realtà un Governo tecnico è impossibile perché la funzione "esecutiva" del governo prevede per definizione la necessità di continue decisioni "politiche".

Meglio dunque pensare ad un governo "non partitico", ovvero con un peso ridotto rispetto al solito dei partiti rappresentanti dei ed eletti dai cittadini.

In una repubblica parlamentare come l'Italia un governo "tecnico" è un segnale di default del sistema: si verifica quando non ci sono risorse partitiche combinabili per esercitare decentemente la funzione "esecutiva".

In questi casi, seguendo una prassi inaugurata da Scalfaro nel 1993, il presidente della Repubblica nomina un Presidente del consiglio estraneo ai partiti, con obiettivi precisi e in genere limitati nel tempo, e con una maggioranza da trovare tra i gruppi parlamentari presenti in parlamento.

A seconda del supporto ottenuto in parlamento i componenti "tecnici" o meglio "indipendenti" possono essere più o meno preponderanti. Piccola annotazione: i ministeri non sono tutti uguali, né per budget di spesa, né per influenza politica. La attuale ripartizione delle competenze tra stato e regioni complica ulteriormente il quadro: ministeri come agricoltura, turismo, salute ed istruzione hanno importanti funzioni delegate alle Regioni, e di conseguenza il loro peso (e budget) si è ridotto nel tempo. Agricoltura, turismo e salute sono oramai più strutture di coordinamento che centri decisionali in materia di spesa.

I precedenti

Governo Ciampi Dini Monti Draghi
Trigger Tangentopoli - Referendum Attacco alla Lira, riforma previdenziale Crisi del debito Fondi NGEU
Maggioranza DC,PSI,PRI,PLI,PSDI + astensione PDS e Verdi PDS, PPI, SI, LN, Misto PdL, PD, UdC, FLI, Misto M5S, PD, Lega, FI, IV, LEU,Misto
Giuramento 29/04/1993 17/01/1995 16/11/2011 13/02/2021
Dimissioni 13/01/1994 11/01/1996 21/12/2012  
durata 259  359 401  
Voti Camera 309 304 550 550
Voti Senato 162 203 285 270
Ministri affiliati 16 2 0 16
Ministri indipendenti 9 21 18 8
Conseguenze partitiche Disgregazione del pentapartito MSI si trasforma in AN, nasce ULIVO Scissione PDL in FI e FdI, svolta sovranista LN, fenomeno M5S  

 

Composizione e "pesi" del Governo Draghi

Mi sono "divertito ad andare ad associare il Budget di spesa di ogni ministero utilizzando i dati riportati nell'ultimo Bilancio di Previsione. NB: la riallocazione di funzioni sul Ministero dell'Ambiente e sul neonato Ministero del turismo necessita un futuro approfondimento e una revisione dei dati quando saranno resi disponibili. Dati sempre in Milioni di Euro.

Ministro Affiliazione Deleghe Portafoglio Budget attuale PAct% tot Bud+NGEU PBNG%
Stefano Patuanelli  M5S Agricoltura SI                962 0,3%            1.924 0,2%
Dario Franceschini Pd Cultura SI            1.965 0,5%            3.930 0,4%
Lorenzo Guerini  Pd Difesa SI          22.292 6,1%          44.585 4,7%
Daniele Franco  Indipendente Economia SI          94.860 26,0%        189.720 19,9%
Luigi Di Maio  M5S Esteri SI          27.044 7,4%          54.087 5,7%
Marta Cartabia  Indipendente Giustizia SI            9.091 2,5%          18.182 1,9%
Enrico Giovannini  Indipendente Infrastrutture SI          19.174 5,3%          70.329 7,4%
Luciana Lamorgese  Indipendente Interno SI          19.405 5,3%          38.811 4,1%
Patrizio Bianchi Indipendente Istruzione SI          46.818 12,8%        107.886 11,3%
Andrea Orlando  Pd Lavoro SI          52.402 14,4%        104.804 11,0%
Mario Draghi Indipendente Presidenza consiglio SI          18.916 5,2%          37.832 4,0%
Roberto Speranza Leu Salute SI            1.289 0,4%          22.298 2,3%
Giancarlo Giorgetti Lega Sviluppo economico SI          23.210 6,4%          46.419 4,9%
Roberto Cingolani  Indipendente Transizione ecologica SI            2.694 0,7%          75.187 7,9%
Massimo Garavaglia  Lega Turismo SI                  43 0,0%                  87 0,0%
Cristina Messa  Indipendente Università SI            8.725 2,4%          31.700 3,3%
Mariastella Gelmini  Forza Italia Affari generali e autonomie NO                   -   0,0%                   -   0,0%
Vittorio Colao  Indipendente Innovazione tecnologica NO            3.858 1,1%          54.015 5,7%
Elena Bonetti  Italia Viva Pari opportunità e famiglia NO                   -   0,0%                   -   0,0%
Fabiana Dadone  M5S Politiche giovanili NO                724 0,2%            1.447 0,2%
Erika Stefani  Lega Politiche per la disabilità NO                   -   0,0%                   -   0,0%
Renato Brunetta  Forza Italia Pubblica amministrazione NO            3.547 1,0%            7.095 0,7%
Federico D'Incà  M5S Rapporti con il Parlamento NO                   -   0,0%                   -   0,0%
Mara Carfagna  Forza Italia Sud e Coesione Territoriale NO            7.386 2,0%          42.373 4,4%

 

Il Budget annuo attuale, e il budget complessivo sui 3 anni + le somme previste dal NGEU (che ci si ostina a chiamare Recovery Fund) li ho ricavati da questa tabella annessa al Rendiconto. Nota Molto Benissimo: su sfondo giallo le spese "indisponibili" destinate a Regioni (in buona parte per coprire la spesa sanitaria non finanziata dall'IRAP), INPS (per coprire il buco previdenziale) e Debito pubblico. Una politica più accorta negli anni passati avrebbe dato a qualsiasi governo margini di manovra ben superiori. Come vedete dalla tabella un 60% delle risorse sono già "battezzate"

Missioni

Legge di bilancio 2020

Legge di bilancio 2021

Legge di bilancio 2022

 

Ministero

Media€mil

mediabudget

PNRR

totale

tot%

Organi costituzionali, a rilevanza costituzionale e Presidenza del Consiglio dei ministri

2.350

2.339

2.352

 

Presidenza consiglio

2.347

0,26%

 

4.694

0,23%

Amministrazione generale e supporto alla rappresentanza generale di Governo e dello Stato sul territorio

661

615

606

 

Presidenza consiglio

627

0,07%

 

1.255

0,06%

Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali

123.842

125.270

127.057

 

NA_Regioni

125.390

13,70%

 

250.779

12,21%

L'Italia in Europa e nel mondo

25.491

27.300

28.340

 

Esteri

27.044

2,96%

 

54.087

2,63%

Difesa e sicurezza del territorio

22.587

22.192

22.098

 

Difesa

22.292

2,44%

 

44.585

2,17%

Giustizia

9.153

9.111

9.010

 

Giustizia

9.091

0,99%

 

18.182

0,89%

Ordine pubblico e sicurezza

11.567

11.504

11.443

 

Interno

11.505

1,26%

 

23.010

1,12%

Soccorso civile

5.469

4.658

4.291

 

Interno

4.806

0,53%

 

9.612

0,47%

Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca

1.078

1.009

800

 

Agricoltura

962

0,11%

 

1.924

0,09%

Energia e diversificazione delle fonti energetiche

356

321

389

 

Transizione ecologica

355

0,04%

69.800

70.511

3,43%

Competitivita' e sviluppo delle imprese

22.642

22.495

20.926

 

Sviluppo economico

22.021

2,41%

 

44.042

2,14%

Regolazione dei mercati

45

40

40

 

Sviluppo economico

42

0,00%

 

84

0,00%

Diritto alla mobilita' e sviluppo dei sistemi di trasporto

14.169

13.676

12.843

 

Infrastrutture

13.562

1,48%

 

27.125

1,32%

Infrastrutture pubbliche e logistica

7.138

4.147

4.578

 

Infrastrutture

5.288

0,58%

 

10.576

0,51%

Comunicazioni

1.035

798

932

 

Sviluppo economico

922

0,10%

 

1.844

0,09%

Commercio internazionale ed internazionalizzazione del sistema produttivo

286

196

193

 

Sviluppo economico

225

0,02%

 

450

0,02%

Ricerca e innovazione

3.793

3.827

3.953

 

Innovazione tecnologica

3.858

0,42%

46.300

54.015

2,63%

Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente

1.965

2.322

2.727

 

Transizione ecologica

2.338

0,26%

 

4.676

0,23%

Casa e assetto urbanistico

332

411

230

 

Infrastrutture

324

0,04%

31.980

32.628

1,59%

Tutela della salute

1.408

1.298

1.160

 

Salute

1.289

0,14%

19.720

22.298

1,09%

Tutela e valorizzazione dei beni e attivita' culturali e paesaggistici

2.268

1.906

1.720

 

Cultura

1.965

0,21%

 

3.930

0,19%

Istruzione scolastica

48.495

47.231

44.728

 

Istruzione

46.818

5,12%

14.250

107.886

5,25%

Istruzione universitaria e formazione post-universitaria

8.710

8.711

8.754

 

Università

8.725

0,95%

14.250

31.700

1,54%

Diritti sociali, politiche sociali e famiglia

41.287

42.341

43.371

 

Lavoro

42.333

4,63%

 

84.666

4,12%

Politiche previdenziali

102.312

103.918

108.345

 

NA_INPS

104.859

11,46%

 

209.717

10,21%

Politiche per il lavoro

11.524

11.105

7.578

 

Lavoro

10.069

1,10%

 

20.138

0,98%

Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti

3.177

3.044

3.062

 

Interno

3.094

0,34%

 

6.189

0,30%

Sviluppo e riequilibrio territoriale

6.911

7.340

7.908

 

Sud e Coesione Territoriale

7.386

0,81%

27.600

42.373

2,06%

Politiche economico-finanziarie e di bilancio e tutela della finanza pubblica

95.564

94.695

94.322

 

Economia

94.860

10,37%

 

189.720

9,24%

Giovani e sport

766

720

685

 

Politiche giovanili

724

0,08%

 

1.447

0,07%

Turismo

43

43

43

 

Turismo

43

0,00%

 

87

0,00%

Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche

3.365

3.499

3.778

 

Pubblica amministrazione

3.547

0,39%

 

7.095

0,35%

Fondi da ripartire

12.195

17.269

18.361

 

Presidenza consiglio

15.942

1,74%

 

31.883

1,55%

Debito pubblico

305.437

325.224

330.586

 

NA_Servizio del Debito

320.416

35,02%

 

640.832

31,20%

Totale complessivo

897.424

920.576

927.211

 

 

915.070

100%

223.900

2.054.040

100%

 

Una prima analisi, numerica e ponderata, la facciamo confrontando il numero dei ministri per componente. Nella analisi ponderata ho attribuito al presidente del Consiglio il peso 2, ai ministri con portafoglio il peso 1, e ai ministri senza portafoglio il peso 0,5. 

Seconda considerazione, ripartizione del budget attuale standard e dell'orizzonte politico ideale (inizi 2023).

Rapporto tra peso parlamentare e rappresentanza dei partecipanti

Pensierini

Il Governo Draghi è molto più indipendente di quanto faccia pensare il dato numerico della assegnazione dei ministri. I ministri scelti dalla coppia Mattarella/Draghi arrivano quasi a gestire il 66% del budget potenziale a disposizione.

Seconda considerazione, nella ripartizione "numerica" degli incarichi partitici si è tenuto molto conto della rappresentanza parlamentare. Sembrerebbe sopravvalutato il PD, che prende due Ministeri  importanti "con portafoglio" come Istruzione e Lavoro, ma ricordiamo che saranno due dei capitoli su cui dovrà necessariamente essere svolta una forte funzione riformatrice. Chi riforma in Italia perde voti, e, probabilmente, solo un partito con risapute tendenze masochiste come il PD poteva accettare.

Il M5S rimane fuori da tutti i capitoli "spinosi". Lo fa al prezzo di una rappresentanza ridotta rispetto al peso parlamentare, ma probabilmente è meglio così anche per loro.

Lega e Forza Italia ottengono ministeri di interesse, sembra si riproponga la strategia della promotion parallela dei Governi Berlusconi. Turismo e Sviluppo economico, che interessano soprattutto il nord (sulla distribuzione delle imprese è chiaro, sul turismo il Nord conta per il 56% delle presenze), sono della Lega. a FI la coesione territoriale che riguarda il Sud. In questa tenaglia, se il governo funziona, la Meloni rischia di rimanere invischiata fino a regredire a partito di supporto, o a partito di sterile opposizione.

I soci minori ottengono quanto avanza. La Salute a LEU, che può solo portare rogne, visto che la spesa è in mano alle Regioni, e la famiglia a IV, che farebbe pensare ad una prova di ricollocamento del partito di Renzi in senso centrista. Sempre che non sia altro che un ripiego.

Ultima osservazione: nessuno dei "soci" del nuovo Governo ha da solo il peso per fare saltare la fiducia a Draghi. Questa situazione dovrebbe permettere di assorbire i colpi delle inevitabili riorganizzazioni dei partiti.

Che dire, speriamo che il nuovo esecutivo riesca a formulare ed eseguire un piano di riforme oramai accantonate da 20 anni, e che in questo tempo e con le inevitabili tensioni, si generi l'energia per una riorganizzazione del panorama politico. Nel 2023 vorrei tornare a votare.