Uomini, carogne e quaquaraquà

Uomini, carogne e quaquaraquà

Il patto scellerato è uscito allo scoperto: che si tratti di un Munich 38 Sounding, o di una riedizione del Patto Molotov Ribbentrop, la proposta di pace tra Russia ed Ucraina concordata tra Trump e Putin oppure, secondo alcuni indizi, dettata da Putin a Trump, è chiaramente un documento che può servire unicamente a nettarcisi le terga. Ma la resa di Trump (o lo scambio infame sottostante) richiede una azione decisa ed univoca: bisogna rimpiazzare i finanziamenti e gli armamenti che gli USA non forniranno più a Kiev. E convincersi che ogni risparmio di oggi sarà una maggior spesa domani. Per contrastare le carogne servono uomini, non quaquaraquà.

Breaking News: La amministrazione USA ammette che il piano è una proposta russa. Da carogne a quaquaraquà il passo è breve.

Sono due giorni che provo a scrivere questo post senza insulti, ma oggi mi sono reso conto che l'onestà intellettuale pretende che si chiamino le cose con il proprio nome, e non con parafrasi fuorvianti e "declamazioni ampollose" (thanks Manzoni). Let's go!

Che di Trump non ci fosse da fidarsi è noto dall'insediamento del 20 gennaio 2025, che l'obiettivo di Putin sia disarticolare la democrazia in Europa lo era dal discorso del 24 febbraio 2022 che accompagnò l'aggressione all'Ucraina ancora in corso (eppure la carogna doveva arrivare a Kiev in 3 giorni).

Chi pensa il contrario è colluso, oppure è coglione. Tertium non datur. Con questa affermazione ingiurio un buon 40% dei residenti in Italia? ne sono consapevole e me ne fotto.

Gli ultimi sviluppi meritano un approfondimento.

Putin e Trump fanno i finocchi col culo degli ucraini (e si nettano le terga con le nostre facce)

In calce al post vi riporto il testo completo dell'accordo, che trovate ampliamente commentato ovunque.  Il giudizio di sintesi ve lo riporto sul titolo del paragrafo.

Il documento sembra una estorsione

I punti più osceni di un documento nel complesso irricevibile sono:

  • gentilmente concessi guadagni territoriali che la Russia NON HA CONSEGUITO sul terreno (tutto il Donetsk, smilitarizzazione di Kherson and Zaporizhzhia, tangente a vita del 50% dell'energia della centrale di Zaporizhzhia)
  • lo sblocco dei fondi sequestrati alla Russia (compresi quelli in EU?) in cambio di una mazzetta economica al gangster della Casa Bianca
  • utilizzare per la ricostruzione invece delle risorse del responsabile della guerra i fondi della collettività mondiale
  • amnistia per i crimini di guerra e congelamento del sequestro dei bambini ucraini (previsto un generico ricongiungimento famigliare, ma che non può riguardare i tanti orfani "rubati" dalla cricca putiniana).
  • i limiti al riarmo ucraino (e nessuno al riarmo russo).
  • le tante tangenti a favore USA in cambio di generica protezione

Pensiamo male

Il piano in 28 punti è sincronico con due eventi: la release degli Epstein files e l'annuncio dell'aumento di produzione del petrolio dei paesi OPEC.

Il punto 2 metterebbe all'angolo Putin, l'economia russa sta in piedi solo per le esportazioni di materie prime.

Sul punto 1 consiglio di leggere alcune voci che circolano insistenti su prove imbarazzanti su Trump che Epstein aveva "venduto" a Mosca per preparare il terreno per una fuga quando le manette non erano ancora scattate. Ho generato un Articolo con la AI che inserisco in Appendice.

Come sempre in questi casi la "pistola fumante" è difficile da trovare, ma il puzzo di merda è insopportabile.

Analisi del testo

Il giornalista del Guardian Luke Harding osserva che la forma in cui è scritto il piano non ha molto a che fare con la lingua inglese, ma sembra una traduzione online, mal fatta e non controllata, di un documento pensato e scritto in russo.

Non ho le competenze linguistiche per entrare nel merito, ma l'idea mi stuzzica e vi rimando all'articolo.

Stronzi e scorregge

Solita figura da mezze seghe dell'Unione europea: il piano, secondo i leader europei, ha bisogno di "ritocchi". Per trattare con il vecchio porco bisogna baciargli il culo, ma dovrebbe esserci un limite alla indecenza.

E in questo scenario come si pone la politica italiana? a parte poche eccezioni, tra cui il solito, stoico Calenda, tutto passa nel silenzio come una LOFFIA (peto non rumoroso, ma spesso devastante all'olfatto). Meloni e Schlein tacciono per non incrinare le loro coalizioni salvate dalla decomposizione solo grazie al collante di una poltrona per tanti. 

Al solito, le forze politiche colluse con Putin, giornali a libro paga (Verità = Pravda in russo) e saltimbanchi televisivi plaudono alla generosità del caro Lader che magnanimo concede gli occhi per piangere e le mani per i minuti piaceri agli oltraggiosi tridentati.

Cosa fare?

Nella inazione dei governi l'unica soluzione, come ho fatto io, è finanziare direttamente la difesa ucraina: 

 

Appendice

Il documento integrale

  1. Ukraine’s sovereignty will be confirmed.
  2. A comprehensive and comprehensive [sic] non-aggression agreement will be concluded between Russia, Ukraine and Europe. All ambiguities of the last 30 years will be considered settled.
  3. It is expected that Russia will not invade neighbouring countries and NATO will not expand further.
  4. A dialogue will be held between Russia and NATO, mediated by the United States, to resolve all security issues and create conditions for de-escalation in order to ensure global security and increase opportunities for cooperation and future economic development.
  5. Ukraine will receive reliable security guarantees.
  6. The size of the Ukrainian Armed Forces will be limited to 600,000 personnel.
  7. Ukraine agrees to enshrine in its constitution that it will not join NATO, and NATO agrees to include in its statutes a provision that Ukraine will not be admitted in the future.
  8. NATO agrees not to station troops in Ukraine.
  9. European fighter jets will be stationed in Poland.
  10. US guarantee: The US will receive compensation for the guarantee. If Ukraine invades Russia, it will lose the guarantee. If Russia invades Ukraine, in addition to a decisive coordinated military response, all global sanctions will be reinstated, recognition of the new territory and all other benefits of this deal will be revoked. If Ukraine launches a missile at Moscow or St. Petersburg without cause, the security guarantee will be deemed invalid.
  11. Ukraine is eligible for EU membership and will receive short-term preferential access to the European market while this issue is being considered.
  12. A powerful global package of measures to rebuild Ukraine, including but not limited to:
    a. The creation of a Ukraine Development Fund to invest in fast-growing industries, including technology, data centres, and artificial intelligence.
    b. The United States will cooperate with Ukraine to jointly rebuild, develop, modernise, and operate Ukraine’s gas infrastructure, including pipelines and storage facilities.
    c. Joint efforts to rehabilitate war-affected areas for the restoration, reconstruction and modernisation of cities and residential areas.
    d. Infrastructure development.
    e. Extraction of minerals and natural resources.
    f. The World Bank will develop a special financing package to accelerate these efforts.
  13. Russia will be reintegrated into the global economy:
    a. The lifting of sanctions will be discussed and agreed upon in stages and on a case-by-case basis.
    b. The United States will enter into a long-term economic cooperation agreement for mutual development in the areas of energy, natural resources, infrastructure, artificial intelligence, data centres, rare earth metal extraction projects in the Arctic, and other mutually beneficial corporate opportunities.
    c. Russia will be invited to rejoin the G8.
  14. Frozen funds will be used as follows: $100 billion in frozen Russian assets will be invested in US-led efforts to rebuild and invest in Ukraine. The US will receive 50% of the profits from this venture. Europe will add $100 billion to increase the amount of investment available for Ukraine’s reconstruction. The remainder of the frozen Russian funds will be invested in a separate US-Russian investment vehicle that will implement joint projects in specific areas. This fund will be aimed at strengthening relations and increasing common interests to create a strong incentive not to return to conflict.
  15. A joint American-Russian working group on security issues will be established to promote and ensure compliance with all provisions of this agreement.
  16. Russia will enshrine in law its policy of non-aggression towards Europe and Ukraine.
  17. The United States and Russia will agree to extend the validity of treaties on the non-proliferation and control of nuclear weapons, including the START I Treaty.
  18. Ukraine agrees to be a non-nuclear state in accordance with the Treaty on the Non-Proliferation of Nuclear Weapons.
  19. The Zaporizhzhya [sic] Nuclear Power Plant will be launched under the supervision of the IAEA, and the electricity produced will be distributed equally between Russia and Ukraine — 50:50.
  20. Both countries undertake to implement educational programmes in schools and society aimed at promoting understanding and tolerance of different cultures and eliminating racism and prejudice:
    a. Ukraine will adopt EU rules on religious tolerance and the protection of linguistic minorities.
    b. Both countries will agree to abolish all discriminatory measures and guarantee the rights of Ukrainian and Russian media and education.
    c. All Nazi ideology and activities must be rejected and prohibited.
  21. Territories:
    a. Crimea, Luhansk and Donetsk will be recognised as de facto Russian, including by the United States.
    b. Kherson and Zaporizhzhia will be frozen along the line of contact, which will mean de facto recognition along the line of contact.
    c. Russia will relinquish other agreed territories it controls outside the five regions.
    d. Ukrainian forces will withdraw from the part of Donetsk Oblast that they currently control, and this withdrawal zone will be considered a neutral demilitarised buffer zone, internationally recognised as territory belonging to the Russian Federation. Russian forces will not enter this demilitarised zone.
  22. After agreeing on future territorial arrangements, both the Russian Federation and Ukraine undertake not to change these arrangements by force. Any security guarantees will not apply in the event of a breach of this commitment. 
  23. Russia will not prevent Ukraine from using the Dnieper River for commercial activities, and agreements will be reached on the free transport of grain across the Black Sea.
  24. A humanitarian committee will be established to resolve outstanding issues: a. All remaining prisoners and bodies will be exchanged on an ‘all for all’ basis. b. All civilian detainees and hostages will be returned, including children. c. A family reunification programme will be implemented. d. Measures will be taken to alleviate the suffering of the victims of the conflict.
  25. Ukraine will hold elections in 100 days.
  26. All parties involved in this conflict will receive full amnesty for their actions during the war and agree not to make any claims or consider any complaints in the future.
  27. This agreement will be legally binding. Its implementation will be monitored and guaranteed by the Peace Council, headed by President Donald J. Trump. Sanctions will be imposed for violations.
  28. Once all parties agree to this memorandum, the ceasefire will take effect immediately after both sides retreat to agreed points to begin implementation of the agreement.

Rumors sugli Epstein files - AI generated

Introduzione

Nuove email e documenti pubblicati dal Congresso USA hanno riacceso la narrativa secondo cui Jeffrey Epstein avrebbe passato “dossier” alla Russia. Ma leggendo le fonti reali emerge ben altro: molta vanità, molta autopromozione, e pochissime prove. Eppure, diversi media continuano a inseguire questa storia come se fossimo tornati ai tempi d’oro del Russiagate.

L’offerta di Epstein alla Russia: tanto fumo, pochissimo arrosto

Secondo People, The Independent e Meduza, Epstein nel 2018 si propone come “esperto” per aiutare Mosca a capire Trump prima del vertice di Helsinki. Addirittura suggerisce a interlocutori europei di avvisare Putin che Sergej Lavrov avrebbe potuto “avere insight parlando con me”.

La domanda è ovvia: Epstein era davvero una fonte strategica per la diplomazia russa o stava semplicemente gonfiando il proprio ego? Le fonti non mostrano alcuna prova che Lavrov lo abbia mai incontrato, né che il Cremlino gli abbia mai dato ascolto.

L’unico dato certo è che Epstein parlava molto. Sul resto, buio totale.

Il presunto “backchannel” Israele–Russia: un intreccio tutto da verificare

Il Middle East Monitor ha pubblicato email attribuite a Ehud Barak che mostrerebbero Epstein come facilitatore di un canale informale tra Israele e il Cremlino. Peccato che si tratti di leak non certificati, rilanciati da gruppi hacker e presentati in modo prudente persino da testate come il Jerusalem Post.

Anche qui, il copione è lo stesso: ipotesi pesanti, prove deboli. E ancora una volta, Epstein che si accredita come uomo-ponte tra potenze mondiali.

I “file Epstein” del Congresso: un oceano di pagine e poche certezze

Come ricorda Euronews, il Congresso ha scaricato online decine di migliaia di documenti. Dentro c’è di tutto: contatti, email, note, vanterie, mezze confidenze. Ma nessuna prova che Epstein abbia consegnato dossier organici alla Russia.

Chi parla di “scambi di materiale strategico” sta andando ben oltre ciò che i documenti mostrano.

La verità scomoda

Le fonti ci dicono che:

  • Epstein offriva “aiuto” ai russi su Trump, ma non c’è prova che qualcuno a Mosca lo abbia preso sul serio;
  • le email Barak–Epstein sono leak non verificati;
  • i documenti del Congresso mostrano networking, non spionaggio.

La narrativa del “super informatore delle potenze straniere” è perfetta per i titoli dei giornali, ma è molto meno solida quando si passa al vaglio delle fonti.

La verità più probabile? Epstein cercava disperatamente di sembrare più influente di quanto fosse. E molti commentatori, ancora oggi, stanno abboccando.

Fonti: People, The Independent, Meduza, Open, Middle East Monitor, The Jerusalem Post, Euronews (novembre 2025).