Arancini alla Casa Bianca?

Nel diluvio di informazioni vere, false, o parzialmente vere sul nuovo Presidente USA (POTUS) mi sono imbattuto in un gossip sulla Fist Lady (FLOTUS). Sembra che sia di origini messinesi.

La Dottoressa Jill Tracy Jacobs, che ha un paio di Master e un PhD sulla Special education (in italiano pedagogia speciale: insegnamento a disabili cognitivi, motori o fisici), quindi non è esattamente la mammina a carico del Mulino Bianco, è figlia di Donald Carl Jacobs. Donald era un funzionario di banca specializzato nei prestiti che fece il salto di carriera dal precedente ruolo di cassiere laureandosi durante il servizio militare. Ma bisogna arrivare al nonno Dominic Giacoppa (o Giacoppo) per tracciare il cambio di cognome.

 

Prima di tutto musica, con dedica ai complottari (tutti aldamari) che non potevano esimersi dal solito, scontato Sicily Mafia (e in rete ne trovate un sacco e una sporta di queste stronzate):

 

Le fonti - Gesso: un paese in movimento

Cerchiamo di tracciare le origini.

Il nonno Dominic stanco evidentemente di vedere il cognome paterno storpiato tra Giacoppa Giacobbo, Giacoppo Giacobba con senza doppie ecc, e rivendicando lo Ius soli taglio corto e cambiò il cognome in Jacob.

E fece benissimo perché la miriadi di versioni del cognome rendono difficile tracciare l'intera storia della famiglia.

Gli americani, tutti nipoti o pronipoti di immigrati, hanno sempre avuto una forte attenzione per la genealogia. Tra i tanti siti quello più affidabile mi sembra www.geni.com che riporta le fonti delle informazioni. 

Negli anni tra il 1885 e il 1896 (fonti discordanti) Guy Jacobs (al secolo Gaetano Giacobba/o nato nel 1856) arrivò dalla provincia di Messina e si trasferì ad Hammonton nella contea di Atlantic City. Si sposò con la conterranea Concetta (o meglio Conchetta) Squatrito, immigrata nel 1890, che prontamente, per evitare casini tra documenti, anagrafe ecc si ribattezzò Jennie.

Ho provato a tracciare il loro arrivo sui registri di Ellis Island ma la cosa è tutt'altro che semplice. A parte le storpiature dei cognomi e nomi, non era inusuale per gli emigranti di allora come di ora fornire generalità "accomodanti".  

C'è una storia alternativa, non escludibile a priori, di tale Dominico Giacoppo arrivato a 2 anni di età nel 1884. Se la fadiga l'è più c'al gust mola la gnoca e to su' al lambrusc.

Un anno o l'altro, una nave o l'altra, infatti, non arricchisce il ragionamento, meglio andare al sodo.

Se vi divertite a cercare gli immigrati con un cognome Giacopp(bb)a(o) sounding ne trovate ben 85. Quasi tutti riferiscono di provenire dal Comune di Gesso o addirittura da frazioni dello stesso. 

 

Gesso è attualmente una frazione del comune di Messina, con circa 600 abitanti. Dalle chiese rimanenti sembra abbastanza logico supporre che non avesse mai raggiunto dimensioni sensibili. Nomen omen: sembra che il toponimo derivi dalle cave dell'omonimo minerale oramai retaggio storico. 

Ben prima del Terremoto del 1908, che ha costretto ad una forte ondata migratoria, negli anni del consolidamento del Regno d'Italia, Gesso è una delle tante storie del fallimento sabaudo. Senza una valvola di scarico come l'emigrazione nel nuovo mondo le tensioni e le ribellioni striscianti durante gli anni del "banditismo", della "questione meridionale" e del progressivo depauperamento di buona parte del paese per rincorrere i sogni imperiali dei Savoia, che da vassalli minori dei re di Francia ora si atteggiavano a re e aspiranti imperatori.

Secondo appunto: l'ascensore sociale. Il bisnonno della Dr. Jill era analfbeta. Si fece un culo tanto per fare studiare figli e nipoti, e nel giro di 3 generazioni si trova una Dottoressa di ricerca (PhD) First Lady alla Casa Bianca. Non male, direi.