Il senso del dovere e il senso del ridicolo

I trigger del post sono due articoli di giornale che mi hanno segnalato oggi + un trafiletto.

Su "La Repubblica" cronaca di Genova si riportano indiscrezioni circa un "Sistema Bondeno" nel quale, sfruttando il fiume di denaro post sisma, alcune opere pubbliche sarebbero state delle "lavanderie" utilizzate per riciclare una quota di 900 mila euro dei celebri 49 milioni di indebiti rimborsi spariti nel passaggio di consegne Bossi-Maroni-Salvini.

Su "la Nuova Ferrara" l'ex Sindaco di Bondeno, proclama la sua innocenza ventilando il classico "e non voglio aggiungere altro" a chiosa della risposta alla giornalista. L'articolo è integrato da un breve trafiletto nel quale un campione di nonni e genitori di utenti della scuola si ergono a scudo del'opera di pubblica utilità.

Toni e contenuti dei commenti, degli articoli e (ancor peggio) dei pronunciamenti sui social stanno però uscendo da ogni logica.

Disclaimer

Al solito, dovendo prendere una posizione, è opportuno chiarire le proprie opinioni e quant'altro possa avvicinare ad una tesi piuttosto che ad un'altra. Togliamoci il dente.

Per l'ennesima volta: sono un liberista da divano, con il cocktail in mano, amico di Merkel e Macron, e profondamente convinto che il populismo sia una cancrena per la democrazia.

Secondo disclaimer, anche se i fatti risalgono a qualche annetto fa, sono un ex Ufficiale di complemento della GdF, e per anni ho collaborato con l'Accademia del Corpo. Semel miles, semper miles. 

Antefatti

Con sentenza passata in giudicato (quindi è così, punto e basta) il Tribunale di Genova contestava alla Lega Nord e in particolare al legale rappresentante Umberto Bossi e al Tesoriere Belsito, il reato di truffa aggravata per l'ottenimento di finanziamenti pubblici. Quindi, per farla breve, la Lega Nord ha rubato 49 milioni di Euro a noi cittadini italiani per utilizzarli a scopi estranei dalla finalità politica. In un articolo del sole un riassunto (che potete trovare comunque in rete.

Il procedimento iniziò nel 2012 e si concluse in Cassazione nel 2017. Quando, in esecuzione della sentenza definitiva, vennero pignorati i conti del partito, furono ritrovati solamente 1,6 milioni. Il resto era scomparso in mille rivoli, splittandoli velocemente tra le varie "leghe" regionali. Quindi ai tempi della "donazione" al Comune di Bondeno i vertici leghisti erano ben a conoscenza del rischio giudiziario pendente sui fondi.

Nel dicembre 2017 Salvini costituì la "Lega Salvini Premier", soggetto giuridico distinto dalla Lega Nord, che ne ereditò comunque l'avviamento elettorale, come vediamo ancora oggi. La sentenza definitiva della Cassazione risale a luglio 2017, quindi è presumibile che l'operazione fosse finalizzata ad evitare possibili pignoramenti sui futuri rimborsi elettorali.

Quindi è chiaro che i vertici nazionali del partito nel 2012/3 sapevano che stavano celando somme indebitamente sottratte al contribuente (Noi), sembra piuttosto strano che i vertici locali non fossero a conoscenza degli antefatti, peraltro già di pubblico dominio. Questo però sarà chiarito dal procedimento penale in corso.

Cosa sta facendo la magistratura

La magistratura genovese sta facendo un follow up di gravi reati che hanno determinato un danno all'Erario (che abbiamo pagato in tasse di tasca nostra, o in debito per i nostri discendenti) di una somma considerevole: 49 milioni di euro. Lo scopo è duplice: 

  • cercare di recuperare quanto possibile dei 49 milioni (e quindi sgravarci di parte dell'onere che sosteniamo per tappare il buco);
  • cercare di perseguire le persone complici nella "sparizione del malloppo", perché si tratta di persone che hanno concorso a reati molto gravi, che vanno dalla truffa aggravata (640-bis cp), al riciclaggio (648-bis) e alla evasione fiscale tramite fatture false ( 2 e 8 D.Lgs.74/2000). Si tratta di reati gravi, che danneggiano tutti gli italiani, tanto che in fase di indagine per questi reati sono possibili intercettazioni telefoniche e ambientali, ovvero è possibile derogare ai diritti fondamentali della riservatezza e della segretezza delle comunicazioni.

Cosa sta facendo la Guardia di Finanza

La Guardia di Finanza è un Corpo militare che ha compiti e poteri stabiliti per Legge. Ad oggi l'ordinamento è disciplinato dal D.Lgs. 68/2001.

Nel caso di specie i militari stanno svolgendo compiti di polizia giudiziaria su incarico della magistratura, come previsto dall'Ordinamento del Corpo. Compiti che sono ben chiariti all'Art.55 2^ comma del Codice di Procedura Penale: (La Polizia Giudiziaria) svolge ogni indagine e attività disposta o delegata dall'autorità giudiziaria.

Quindi i militari si sono presentati al Comune di Bondeno con un Ordine di Servizio contenente la delega del Magistrato e l'ordine dell'Ufficiale responsabile. Nessuna libertà di azione: informazioni da raccogliere in esecuzione di un ordine formale a doppia firma (Magistrato e Ufficiale responsabile) e notificato al soggetto verificato.

Per svolgere attività di propria iniziativa, nel contesto di una operazione disposta dalla magistratura, i militari avrebbero dovuto informare l'Ufficiale e richiedere autorizzazione al Magistrato che ha disposto l'accesso.

I militari stavano e stanno svolgendo il proprio dovere nulla più e nulla meno. Se non lo avessero svolto sarebbero stati perseguibili per un reato militare: "Violata Consegna" (art.120 codice penale militare).

La tempistica dell'operazione (l'accesso è avvenuto ad esito delle elezioni amministrative acquisito) è prova dell'intento di non volere alterare la manifestazione della volontà dell'elettorato, e non certo, come ventilato da sprovveduti in dubbia buona fede, per un intento persecutorio nei confronti della Lega Salvini e dei suoi esponenti locali. 

Come hanno reagito gli esponenti locali della Lega Salvini

A 24 ore dall'accesso è intervenuto Alan Fabbri, ex sindaco del comune matildico e uomo di riferimento della Lega Salvini regionale (candidato Governatore nel 2014, attuale Sindaco del Capoluogo di provincia).

Da politico navigato parte da una affermazione di principio della propria buona fede "Cosa importa da dove arrivano? Ce li hanno dati, mica hanno fatto le cose di nascosto", passando per una captatio benevolentiae "Se fare una scuola diventa una cosa che ci penalizza, allora non so come spendere i soldi dei cittadini.", chiosando con un rimando ad occulte intenzioni e oscure presenze "E non voglio aggiungere altro". 

Il quadretto è completato da alcune interviste a nonni e genitori dei bambini utilizzatori dell'edificio, che in certa buona fede ma dimostrando una notevole e (temo) indotta ignoranza giuridica si dicono preoccupati per la continuità del prezioso edificio.

Ovviamente l'articolo (compreso trafiletto strappalacrime) è stato oggetto di immediato tam tam sui social ad opera dei lacchè dell'importante esponente leghista, conditi da commenti inenarrabili.

Una sequenza che, se non fosse allarmante per la totale mistificazione del comportamento di servitori dello Stato, sarebbe degna di una scenetta trash agli amici miei (vi ricordate l'autostrada che doveva attraversare il paesetto?).

In my opinion

Ricordiamo che Magistratura e Guardia di Finanza stanno operando per individuare gli attori di una sequenza di crimini molto gravi e che hanno provocato un danno considerevole per tutti noi, e per fatti già oggetto di tre gradi di giudizio. Sentenza definitiva e non più contestabile.

Innanzitutto va fugato ogni timore per la cittadinanza di Scortichino. Se è possibile il sequestro per equivalente di un bene privato, nel caso di un bene di proprietà di un Ente pubblico questo può avvenire solamente se il bene può mettere a rischio la salute dell'utenza. Quindi, qualsiasi cosa vi abbiano riferito, per malafede o per ignoranza, l'utilizzo della avanzatissima scuola antisismica non può essere pregiudicato sempre che la scuola sia sicura.

Seconda considerazione: la sceneggiata ad arte del Sindaco Fabbri (proclamata verginità - alta finalità dell'opera - potrebbe esserci altro) è totalmente fuori luogo, ed è un ulteriore indizio della pericolosità della cancrena populista rappresentata dal partito che rappresenta.

Fabbri sa benissimo cosa i finanzieri sono venuti a cercare. Non posso pensare che non sia trapelato il contenuto, a meno che le persone coinvolte fossero state vincolate al segreto istruttorio. Ma se così fosse qualche avviso di garanzia sarebbe già partito, quindi la verginità o è inutile (nessuno è sotto procedimento) o è in malafede.

"Che altro avremmo potuto fare". L'indagine della magistratura (e questo è di pubblico dominio) è finalizzata a cercare i soldi e i complici del loro occultamento, e non si entrerà nel merito di scelte amministrative, ma di comportamenti criminali di "money washing". Denaro donato dalla Lega e tornato alla Lega, quindi fittiziamente donato. Questa affermazione, totalmente in malafede  come la precedente, serve a caratterizzare gli organi inquirenti e i militari di un intento persecutorio totalmente estraneo alla natura dell'operazione. E' definitivo che i soldi erano rubati, e quelli si stanno cercando. Se l'appalto e regolare non c'è nulla da temere. Se anche fosse irregolare, a meno che le irregolarità  non compromettano la sicurezza dell'opera, l'utilizzo del bene non sarebbe pregiudicato.

Quindi i cittadini di Bondeno hanno ogni interesse che l'opera della magistratura e dei magistrati vada a fondo. O non si ravvisa nulla, oppure potrebbero emergere dei rischi ora occulti nell'opera. Infatti, poiché i soldi non nascono dal nulla, il margine per retrocedere il dono al donatore può solo avvenire tramite un furto alla collettività, che si tratti di tasse e contributi non pagati, o di non conformità di lavori e materiali, come sabbia utilizzata al posto del cemento.

In tempi di serie televisive non poteva mancare il richiamo ad un oscuro e minaccioso "altro". Altro che? Salvini è stato (inopinatamente) Ministro dell'Interno da giugno 2018 ad agosto 2019. Maroni lo era dal 2008 al 2011. Se ci fosse altro avrebbero avuto tutto il tempo e le occasioni per disinnescarlo.

E' vergognoso utilizzare come scudi umani delle persone, in buona fede, e chiaramente messi ad arte in (falso) allarme sul futuro della scuola dei propri figli. Gli edifici che ospitano le scuole, sino a quando sono utilizzati per questo scopo, sono infatti BENI INDISPONIBILI (articoli 822-831 codice civile). Quindi non possono che continuare ad essere utilizzati come scuole e non possono essere sequestrati, anche se il denaro servito per la loro costruzione è di origine illecita.