Covid - combattere l'infodemia

Dai primi notiziari della FASE1 mi ero reso conto che le informazioni diffuse dai media e dalle istituzioni erano tra l'inutile e il dannoso. Per semplificare le cose si risolvevano in una estrazione dei numeri del lotto totalmente decontestualizzati. Avevo quindi incominciato a cercare informazioni e produrre report per cercare di formulare scenari per il futuro.

Con questa FASE2 la curva di apprendimento di media e istituzioni italiane è rimasta piatta come l'elettroencefalogramma di una Barbie, ma fortunatamente si incominciano a trovare informazioni di qualità e attendibili accedendo direttamente alle banche dati dei centri epidemiologici dei vari paesi. A livello UE abbiamo dati omologhi e confrontabili grazie alle iniziative prese dalla Commissione.

In questa guida di lettura cerco di prescindere completamente dall'approccio mediatico e (soprattutto) dallo sciacallaggio politico associato. Informazioni e nessuna emozione.

Cosa ho capito della pandemia

Che è un problema logistico a masse critiche. E con una considerevole quantità di informazioni nascoste (asintomatici). Come in tutti i malanni i medici hanno avuto un approccio scientifico, sono partiti per trials and errors, e hanno progressivamente affinato la tecnica di trattamento. E' una malattia che va individuata presto, monitorata con terapie spesso personalizzate, tenendo conto delle patologie concomitanti, e che è trattata meglio se si riesce ad evitare l'ospedalizzazione.

Non parliamo di una condanna a morte: già ai tempi della prima ondata il tasso di criticità era del 25% e la mortalità del 2,5%, ma su un numero di positivi che non è mai stato testato. Oggi questi dati si sono ridotti al 5% e a meno del 1%. Dati che trovate a pag.20 (circa) del report esteso ISS.

Con questo non cadete nell'errore opposto: di sottovalutare la malattia. Gli effetti a lungo termine non sono ancora completamente noti, e in molti casi ci sono danni polmonari e neuronali di lungo periodo.

Vale la pena di indossare una mascherina, lavarsi le mani spesso e ridurre i contatti sociali e lavorativi. Non vale la pena di spararsi un colpo di lupara in bocca.

Veniamo a noi. Il COVID è un problema logistico, con due colli di bottiglia nel flusso:

  1. Le capacità e la lucidità delle strutture sanitarie di base di individuare gli infetti e di monitorarli
  2. (assolutamente da evitare) l'intasamento delle ICU (intensive care units). 

L'informazione di base è che chi finisce in ICU rischia la pelle, quindi vanno monitorati anche gli asintomatici, per scongiurare le "transizioni" agli stati successivi (ricovero - ICU).

L'infezione ha un effetto collaterale nefasto: ruba risorse e posti critici ad altre patologie gravi ma meno urgenti. Quindi c'è una esternalità negativa su cardiopatici, oncologici, ecc.

Se guardate i dati delle transizioni di stato (positivo-sintomatico-ospedalizzato-ICU-morti) sono fortemente convesse. Quindi se si perde il controllo è un attimo intasare il sistema sanitario e trovarsi le mortalità di marzo. In questi casi 2+2 non fa mai 4 ma quasi sempre 7 o 8. Smettete di pensare in termini "proporzionati".

Il COVID è come le zanzare: va combattuto quando non si percepisce. Per questo è importante l'indipendenza del sistema sanitario dalla politica. Se non ci sono percezioni non c'è neppure ritorno politico, anzi può esserci ritorno ad indignarsi verso la "dittatura sanitaria" e stronzate simili.

Per vedere le transizioni consiglio di accedere ai dati georeferenziati della Francia e vedere le animazioni temporali. Il sito è questo. https://geodes.santepubliquefrance.fr/#view=map2&c=indicator. La mania di controllo dei transalpini è molto utile per avere informazioni e in Francia la seconda ondata è arrivata due settimane prima e costituisce una anticipazione della possibile evoluzione.

Per una idea di come si diffonde il contagio potete leggere il rapporto della Fondazione Bruno Kessler. E' complesso trovarla, la ho scaricata nella cartella di tools. 

La idea di base è che i contagi (C) sono funzione dei contatti sociali (S+) della probabilità di contagio, legata anche alla situazione medica soggettiva (M+) e alla adozione delle misure di distanziamento (D-) e di protezione individuale (P-). I contatti sociali possono essere monitorati con gli spostamenti, che google in questo periodo rende disponibili (sono i dati trasmessi sai nostri dispositivi android).

Illusioni statistiche (nelle quali non cadere)

Come accennato c'è una fortissima "multicollinearità" tra alcuni indicatori di contagio come i tamponi e i positivi, e i positivi e le transazioni. Quindi ogni comparazione statica del tipo: a febbraio il 40% dei tamponi era positivo, oggi solo il 3% è una CAZZATA. La scienza medica ha compreso che i focolai vanno presi prima che attecchiscano, quindi è normale che i tamponi trovino meno positivi. Lo scopo è quello di non avere dei soggetti latenti che si manifestano improvvisamente e che mettono in crisi il sistema sanitario. 

Seconda illusione "i numeri assoluti": altra CAZZATA. Quello che conta sono le "masse critiche", ovvero il tasso di saturazione del sistema sanitario, quindi guardate i valori relativi, normalmente si parla di dati ogni 100.000 abitanti per poterli rapportare ai 3 livelli di intervento sanitario: medico di base, ospedalizzazione e terapia intensiva. La saturazione del livello di base mette in crisi il livello ospedaliero e così via. E soprattutto non esiste solo il COVID, concentrare una aliquota importante delle risorse (scarse) significa mettere a repentaglio il sistema su altre patologie altrettanto rischiose, ma meno "urgenti".

Dati su unità medici e letti per 100k: Abbiamo 730 medici per 100.000 abitanti (uno ogni 1200 circa) 294 letti di ospedale per acuti e 8 letti di terapia intensiva che si sta cercando di portare a 10.  Ovviamente medici e posti letto ante covid non erano pensati per mera esposizione statistica. Erano proporzionati alle altre esigenze sanitarie, che non sono certo diminuite (tranne gli incidenti stradali, come effetto della ridotta mobilità). 

Bastano piccole variazioni nella domanda di servizi da COVID e il sistema esplode facilmente se va in sovraccarico. Per questo chi salta i passaggi e si rivolge direttamente al PS non solo fa una scelta antisociale. Fa anche una scelta individualmente stupida, perché è causa della implosione del sistema. Poi che si muoia da COVID, per COVID o come effetto collaterale del COVID sempre di cadaveri si tratta.

E qui la SUPERCAZZOLA il COVID non uccide. Nemmeno l'AIDS, si muore di raffreddore. Andate a vedere i dati ISS e quasi tutti i morti di COVID hanno altre patologie. Quasi, appunto, ma è lo stesso per molte malattie. E' il quadro clinico generale che porta il corpo umano al collasso, ma il COVID è un fattore importante di deterioramento. Riferimento "Analisi sui decessi" dalla pagina che suggerisco più sotto.

Altra CAZZATA la caccia all'untore. Non sono cinesi, negher o che altro a causare questa seconda ondata (i viaggi internazionali sono andati al tappeto) ma sono tutti contatti domestici. Quindi le indignazioni patridiote del "chiudiamo frontiere, porti e lampo dei pantaloni" hanno la valenza scientifica di una scorreggia. Trovate ben sviluppato il concetto a pag.19 (più o meno) del Report esteso ISS. L'infezione è AUTOCTONA.

La ultima CAZZATA è guardare ad un solo indicatore. Il sistema è dinamico, ne vanno visti diversi, e serve il tempo per depurarli da errori statistici. Per questo è TOTALMENTE IDIOTA consultare i dati giornalieri di contagio. Accontentatevi di esaminare i report settimanali di ISS nel weekend e il resto dei giorni pensate a produrre.

Dove trovare informazioni

Vi segnalo fonti di info tecnico-statistiche, un riferimento di legge e una raccomandazione. Accedete alla sezione COVID della GU e alla sezione della vostra Regione per integrare con eventuali previsioni più restrittive.

La raccomandazione è di verificare i dati settimanalmente e di accedere agli atti ufficiali quando sentite "rumore" in TV e sui social. Se un atto non è pubblicato sulla GU o sui BUR non producono effetti, quindi fottetevene di voci non supportate. Fatelo nel weekend e pensate a produrre valore aggiunto nella settimana.

 

Mio materiale

Ho preparato tre animazioni (2 min max l'uno) per vedere l'evoluzione nel tempo del contagio. In Italia (livello NUTS3 - provinciale), In Europa (NUTS2-Regionale) e nel mondo a livello di stati.

Evoluzione contagio in Italia (per provincia)

 

Evoluzione in Europa (per Regioni)

Evoluzione a livello mondiale

 

Se vi interessa mi sono preparato alcuni tools di analisi. Ho linkato i csv di pubblico dominio con 3 fogli di excell, se ve la cavate con questi strumenti potete scaricare i tools, personalizzarli e aggiornare i dati con gli ultimi valori.