25 Aprile: un paese che non riesce a fare i conti con il passato

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Oggi, 25 Aprile, abbiamo assistito alla solita commedia tra nostalgici fascisti e antifascisti.

Che si faccia ancora polemica in Italia è preoccupante, quando la verità storica sui regimi totalitari del '900 dovrebbe essere un dato acquisito, ad oramai 74 anni dal termine dei regimi fascisti, e a 30 anni dal termine dei regimi comunisti.

A mio avviso è il segnale evidente che il paese non ha mai voluto fare i conti con la propria storia ingombrante, a differenza degli amici tedeschi.

Consapevole di scrivere considerazioni sgradite alla stragrande maggioranza degli italiani, ma completamente indifferente al fatto, mi ci cimento.

Enjoy (a quei quattro gatti che non amano seguire i mainstream)

Prolegomeni al fascismo: la vittoria mutilata

Le radici della parte "militante" del fascismo vanno ricercate nella retorica nazionalista indottrinata nei coscritti della prima guerra mondiale per indurre e giustificare il massacro dei fantaccini mandati all'assalto delle mitragliatrici e dei cannoni austriaci.

Cadorna "il Capo", le cui simpatie totalitarie erano ben note, cercò una svolta autoritaria nel paese ben prima di Mussolini. Il Generale, burocrate della morte, addebitava infatti al liberalismo ed al socialismo le sconfitte o le mezze vittorie dell'esercito italiano su e giù dall'Isonzo.

Poi venne Caporetto, e la svolta autoritaria fu rimandata di qualche anno. Il Generale fu costretto alle dimissioni, ma l'indottrinamento di alcuni militari, incaricati di scardinare le difese avversarie (gli Arditi), fu pericolosamente intensificato. Gli arditi furono infatti tra i maggiori azionisti dei "Fasci italiani di combattimento", movimento politico fondato a Milano da Benito Mussolini il 23 marzo 1919.

Tra le motivazioni "chiave" per la creazione del movimento, la impressione che la vittoria italiana contro l'Impero austroungarico fu "mutilata" dagli accordi delle diplomazie occidentali, restituendo all'Italia solamente compensazioni territoriali minori rispetto ai sacrifici sostenuti dal popolo italiano durante il conflitto.

Impressione frutto della propaganda sabauda ed interventista. Se affiancate alle fonti italiche alcune fonti internazionali, diventa chiaro, infatti che:

1) più che di vittoria italiana si può parlare di disgregazione dell'impero austroungarico. Durante il 2018 le privazioni all'intero del millenario impero e la scomparsa di una figura carismatica come Franz Joseph portarono a rivoluzioni nazionali che crearono gli stati di Ungheria, Yugoslavia, Cecoslovacchia, Polonia.

2) Il Fronte Italo-Austriaco dopo Caporetto fu pesantemente sostenuto dagli alleati. Un libro ed una pagina Facebook per due veloci hints: "Addio alle Armi" Hernest Hemingway e Association des Anciens Combattants Français en Italie.

3) buona parte dei "sacrifici" degli italiani furono la conseguenza di tattiche di assalto criminali dei generali italiani, con Sciaboletta (Vittorio Emanuele II) e gentile consorte a fare i turisti di guerra al Lido di Venezia.