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A) Dopo le ostriche, la carne di montone, non meglio precisati bocconcini, roast-beef, una imprecisata «salade utopia» e dolce a base di panna. Maitre o non declina al cliente la successione dei piatti o la sbaglia completamente.

Piatti arrabattati, sembrano più frutto di un «furto» casuale in cucina che altro. Ricordiamo che il «donatore» è un multimiliardario piuttosto snob. Sintassi mancante: amuse bouche – entrée – Plat principal – dessert.

Un piatto contiene cipolla, inadatta per una serata galante.

Vini: un menù così vario al tavolo richiedeva almeno 3 vini. 2 «in camera» (Champagne e Bordeaux) per non disturbare l’intimità degli ospiti.

B) Apre una bottiglia da 1.000€ e passa come il lambrusco da 2 € della sagra dal caplaz.

C) Principio base: non confondere gli odori. Bond si lamenta: il dopobarba seppellisce (bury) ogni odire. Prova che il personale non è del mestiere. It smells like rat (letteralmente puzza di topo, significa puzza di fregaura)

D) Per gli anglosassoni «Claret» sono tutti i Bordeaux. (per i francesi solo i Bordeaux rosé); Chateau Mouton Rotschild è un Paulliac AOC. L’errore marchiano toglie a Bond ogni dubbio.

Biotto mi sono mostrato un bel po' di volte in vita mia, e sotto diverse bandiere.

Da svelare, per chi ha avuto la disgrazia di frequentarmi, rimane ben poca cosa.

Se siete invece incappati per caso o per ricerca qualche parola può servirvi a meglio gustare i contenuti (o disgustarvi).

Sono un cittadino europeo di etnia padana, fiero di entrambi ma poco sensibile al richiamo di entità territoriali intermedie.

Oltre ad essere immune dal virus nazionalista sono liberale, liberista e (ahimè) ex libertino.

"Fatti i cazzi tuoi", anche se non sempre pronunziato, rimane un assioma del mio pensiero.

Di formazione scientifica ed economica privilegio "i pasti caldi" a qualsivoglia spinta morale ed intellettuale.

Vado d'accordo con tanti, ma non con tutti. Talebani di tutte le fedi state alla larga: non ci si azzecca!