Faccette nere

Questa settimana è stata caratterizzata dalla proposta di alcuni sinistri talebani di rimuovere la statua di Indro Montanelli, reo di essere stato marito di una sposa bambina ai tempi del servizio militare in Etiopia.

Solite polemiche tra guelfi e ghibellini italioti che passano usualmente come una scoreggia:  lasciano un poco di puzza e poi si scorda tutto.

Ci siamo però dimenticati di un dettaglio: le "spose bambine" non sono un argomento di polemica politica, di sfumatura di colore, di puntiglio da dibattito da talk show.
E' un dramma di tremenda attualità, con gravi conseguenze economiche, politiche e sociali che, dal continente nero, arrivano talvolta sulle banchine delle nostre strisce di asfalto.

 La polemica

Nell'ottobre 1969, Indro Montanelli (1909-2001), intervistato da Gianni Bisiach (N.1927), raccontò l'episodio del suo "matrimonio" con una dodicenne eritrea di etnia bilena.

La confessione innescò immediate polemiche (eravamo nel 1969, il prologo agli anni '70), e, nella vulgata popolare, marchiò Montanelli come "fascista" e "pedofilo".

Questa vecchia storia è riemersa nella XXIV Settimana di questo strambo 2020, come paralipomeno italiota al movimento di contestazione del passato coloniale degli europei innescato dall'omicidio di George Floyd in quel di Minneapolis.

La autodifesa di Montanelli

Montanelli, incalzato, si difese sottolineando che era pratica comune in Africa a quei tempi comprarsi la compagnia di una giovane indigena, che faceva un poco da inserviente, ed un poco da amante. Verissimo: i riscontri storici attestano che le ragazze venivano cedute dalle famiglie ai militari stranieri di passaggio. 

Il motivo era tribale: la cessione di una figlia suggellava una pacificazione con l'invasore, ed era vista come una manna per l'economicità dell'operazione. Il destino alternativo delle ragazze era di essere date in moglie, esattamente allo stesso modo: con il pagamento di una dote da parte del marito, dote decrescente con l'età della giovane.

A volte le ragazze erano cedute gratis (come attesta il "Comandante Diavolo"), quando il "marito" era un Capo". Il Guillet la prese già "vecchia" rispetto agli standard: era sedicenne (e quindi probabilmente fuori mercato). 

 

Dal Novecento ad oggi.

Se vi prendete la briga di scorrere un poco di documentazione che vi segnalo potete farvi una opinione un poco più complessa. NB: solo fonti certificate filtrate da organismi sovranazionali. Ai talk show preferisco la fiction.

La mia (opinione) è molto semplice: Montanelli si è calato nel mondo che lo ha accolto, e ha avuto la pessima idea (come suo solito) di dire la verità e non fingere di essere la solita vergine dai candidi manti, così amate dagli italiani. Ma non è questo il punto focale.

Il problema è serio e non è di 80 anni fa. E' di oggi: in Eritrea il 15% delle ragazze si "sposa" prima dei 15 anni, il 41% prima dei 18. Non è il paese con le percentuali peggiori. Vi includo la mappa aggiornata da "Girls Not Brides". Attenzione: la media per singola nazione è caratterizzata da enormi differenze tra zone rurali e zone urbane. Nelle prime le percentuali si alzano di parecchio.

 

Perché è un problema

Tralasciamo la motivazione più ovvia: essere venduti per dovere servire, sessualmente e domesticamente, l'acquirente non è una libera scelta, ma un atto intollerabile per la nostra civiltà fondata sul libero arbitrio. Su questo dovremmo essere tutti concordi.

Oltre al problema etico ci sono una miriade di conseguenze pratiche nefaste sottolineate nella enorme letteratura in materia. Le elenco in ordine sparso:

  1. Problemi di salute: come "controgaranzia" di verginità la tradizione delle spose bambine è spesso associata alla pratica della infibulazione. Inoltre le maternità precoci espongono a più elevata probabilità di contrarre febbri malariche, che da quelle parti fanno ancora un sacco di morti.
  2. Impatto sul capitale umano: le spose bambine abbandonano sistematicamente le scuole, e la collettività perde completamente il capitale umano che potrebbero apportare.
  3. Rischi sulla salute + perdita di capitale umano significa conseguenze sulla crescita economica dei paesi, che si discosta sensibilmente dai livelli potenziali.
  4. Criminalità: le giovani che passano l'età da marito (15 anni) diventano spesso vittime della tratta di esseri umani e della criminalità organizzata. Ce le troviamo nelle piazzole di sosta o lungo le banchine di tante strade.
  5. Per farla breve ridurre il fenomeno è classificato dall' ONU tra gli obiettivi chiave (5.3) dello sviluppo sostenibile.

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