La responsabilità e i privilegi dei soci fondatori

L'articolo di controinformazione di oggi ha per oggetto la visita del Presidente von der Leyen in Italia e il colloquio con il PdC italiano Giuseppe Conte.

Momento importante ma come al solito oscurato dalla televisione di regime per privilegiare cronaca e le bravate del politico di turno.

Scopo della visita era ricevere un nominativo espresso dal Governo italiano per il ruolo rivendicato da Conte di un Commissario di peso, possibilmente con la delega alla Concorrenza, nel costituendo Team della Presidente Eletta.

Vi ho già annoiato su come potrebbe essere articolato il processo di scelta, lo ho riassunto in questo articolo: Bigino per un Commissario

Ora commentiamo le dichiarazioni rilasciate alla stampa. Temo che i colloqui riservati abbiano fornito ben poco materiale aggiuntivo.

Resumé (per i pigri) 

Parte Conte con le solite banalità sull'Europa da avvicinare ai cittadini.

Sottolinea le priorità da cliché (crescita, lavoro per i giovani, disparità regionale, riforma delle regole di accoglienza di Dublino, cambiamento climatico e governance europea). Omette solo la Pace nel mondo.

Come noto le priorità domestiche sono dall'insediamento del Governo Conte enunciate con forza, quanto smentite dagli atti e dagli obiettivi. RdC si è risolto in una mancia, Quota 100 ha diminuito la forza lavoro, e le risorse sono al solito deviate su imprese zombie come Alitalia e CARIGE. Conte infine reclama i "privilegi" del paese fondatore.

La von der Leyen sottolinea che oltre a privilegi, i fondatori dell'Unione, hanno importanti responsabilità.

Cortesemente la von der Leyen omette di segnalare come, in tema di migranti, l'ostacolo all'adozione di un nuovo trattato quadro in luogo di quello di Dublino sia stato posto anche dall'Italia.

Sottolinea poi che non può esserci prosperità senza recuperare la competitività, e propone un fondo di transizione per investimenti ed adeguamento del capitale umano alle nuove esigenze. Quindi una negazione della politica clientelare e assistenziale in cui si è particolarmente distinto il governo italiano.

Una conclusione preoccupante

Estremamente significativo un fatto: non c'è traccia di una conferenza stampa finale. E' plausibile che non siano stati raggiunti obiettivi, e che ci si avvicini pericolosamente alla deadline per le nomine senza un candidato condiviso dalla maggioranza, ed in possesso di doti morali e professionali accettabili per il ruolo delicato che si rivendica.

Il Governo populista italiano si conferma assolutamente incapace di assumere le responsabilità in un gioco di squadra come quello europeo. Sarà troppo appesantito dall'insalata russa? Stay tuned.