Perché Salvini o perché no.

Mi sono divertito a condurre un micro sondaggio, senza alcuna pretesa di scientificità, sui motivi che avevano portato ad esprimere il consenso nei confronti del noto leader dell'omonimo partito.

Come promesso non ho commentato i singoli interventi, comunque coperti da privacy; visto che mi pago un blog, commento però a mio modo.

Di seguito i principali argomenti ed alcune riflessioni (non necessariamente contrarie).

Salvini, uno di noi

Spero uno di ben pochi di voi. Non discuto le idee, su quelle lo reputo un alieno, ma focalizzerei su altro: curriculum e track record.

Famigliare a carico fino a quando non è passato in sequenza a carico dei milanesi, poi di tutti i cittadini europei, poi dei soli italiani, Salvini ha pascolato all'università in facoltà umanistiche senza mai dimostrare la minima costanza necessaria a concludere il percorso.

Non ha mai ricoperto ruoli di "public officer", limitando la propria attività politica alla conquista del consenso, ma mai mettendosi in gioco per realizzare, o almeno perseguire razionalmente, gli impegni promessi al proprio elettorato.

Eticamente si è dimostrato ben poca cosa, ha spudoratamente sfruttato l'influenza politica per procurare a compagne ed ex compagne ruoli di prestigio o maggior prestigio (consulenze alla Regione Lombardia, conduzione della Prova del cuoco).

Sotto il profilo della trasparenza è estremamente probabile che sia sul libro paga di Mosca, pur mancando le prove grazie all'opacità consentita dal sistema italiano. Il track record dei discorsi e delle posizioni al Parlamento europeo non lasciano molti dubbi.

Onestà intellettuale? fuori discussione. Il fact checking condotto da più soggetti qualificati, in primis La Voce, non lascia alcun dubbio. Qualsiasi cosa dica il Vicepremier, conviene considerarla una balla, salvo poi cambiare idea se dovessero emergere elementi a supporto.

Savoir faire? celebre la magnata di piccione assieme a Madame Le Pen al ristorante stellato a carico di noi contribuenti  europei. Ha pure scroccato il pranzo facendo fare figuraccia alla collega.

Salvini uno di noi? spero pochi: se 1/10 degli elettori salviniani sono come lui possiamo dichiarare direttamente fallimento. 

Non può essere peggio

Potrebbe però piovere (citando Mel Brooks); tre punti. 

  1. è vero o non è vero che la situazione italiana sia in condizioni drammatiche?
  2. è vero che toccato il fondo non si può che risalire
  3. chi ha preceduto ha combinato disastri

I limiti al peggio

Partiamo dal secondo punto: al peggio purtroppo non c'è limite. Mi ripeto mille volte, consiglio la lettura dell'intervista fatta da Leon Goldensohn (psicologo di imputati e testimoni del Processo di Norimberga) a Schacht (ex Governatore della Reichsbank).:

“Nobody took his anti-Semitism seriously. We thought it was a political propaganda issue and would be forgotten once he got into power. As for me, being a democratic man and accustomed to democratic methods, parliamentary procedure, I was left with no choice. Either all the other parties had to combine with the Communist Party, which neither the Communists nor the other parties desired, or the leadership had to be given to Hitler.”

Per evitare un rischio comunista, la Germania si trovò in una tragedia immane. E scatenare la pancia del popolo può risolversi in una immane cagata. Beware, shit is everywhere.

Bel libro, lo consiglio sempre:  The Nuremberg Interviews: An American Psychiatrist's Conversations With the Defendants and Witnesses  ISBN 978-0739452127

In Italia abbiamo fatto gli stessi errori con Mussolini. Al peggio può non esserci limite, e giocare con dilettanti allo sbaraglio può essere pericolosissimo.

Ma è vero che siamo messi male

Punto # 1: ma è vero che siamo in situazioni drammatiche? non voglio annoiarvi. tra situazione percepita e situazione documentata c'è un abisso.

Gli indicatori chiave economici mostrano una ripresa, anche se inferiore alle espansioni di altri periodi. Il Presidente Draghi ne ha magistralmente spiegato i motivi a Sintra, il 19 giugno scorso.

E' stata una ripresa breve e poco "profonda", con un significativo riassorbimento della disoccupazione. la preoccupazione del Presidente è che sono stati scarsi gli investimenti in ampliamento della capacità produttiva, questo ha ridotto spessore e durata alla ripresa.

L'Italia è sotto performante, anche peggio del Portogallo, ma per i mali atavici: scarsa produttività da inefficiente allocazione delle risorse e per scarsa formazione delle persone.

Preoccupanti sono invece i dati demografici, che mettono a rischio la sostenibilità dei sistemi pensionistici. Su questo però il Salvini è confidente: aboliremo la Fornero. 

Siamo sicuri che affidarci ad un fuoricorso che non conosce le disequazioni (figuriamoci i calcoli attuariali) sia una buona idea? 

Una buona idea è sicuramente affidarsi alle fonti prime di informazione, evitando come la peste i programmi di divulgazione televisiva e i filmati divulgativi sui social. Ne ho seguito alcuni spezzoni per caso, e lo scopo evidente non è fornire informazioni. E' fare audience "romanzando" la realtà. Da Porta a Porta in giù: non guardate questa robaccia, e non guardate video di chissachì sui social. Tutte stronzate.

I disastri passati

I disastri passati sono una storia lunghissima per l'Italia. Quest'anno cade il 40° anniversario del "Piano Pandolfi", e già allora si temeva per la tenuta del paese. Problemi sopiti con l'adesione alla moneta unica, ma mai risolti.

Peccato che le cause dell'italico male siano punti essenziali del programma di governo: libertà di spesa, lassismo previdenziale, assistenzialismo, tutela del sistema dei network locali (le chiamerei clientele), già lucidamente citate nel "Piano" di cui sopra.

Di recente abbiamo avuto

  • un Governo impastatosi nelle mutandine delle olgettine (Berlusconi 2011);
  • un Governo di emergenza, in situazione pre fallimentare, (Monti) lasciato vessare ma bloccato al momento di riformare;
  • un Governo che aveva ben iniziato (Letta) poi arenatosi al momento di riformare il paese per la defezione di uno stakeholder chiave (Berlusconi, condannato) ed infine liquidato dalle brame di Renzi
  • un Governo pre elettorale (Renzi), nato per staccare le cedole del lavoro precedente, ed invece clamorosamente liquidato dal voto referendario.
  • un Governo "attendendo le elezioni" di Gentiloni

Nulla di cui andare particolarmente fieri. La strada giusta la aveva dettata Napolitano, l'esecuzione è stata deleteria.

Focus sicurezza

Sicurezza = criminalità + rischi futuri (flussi migratori). I dati della prima non sono mai stati tali da giustificare l'allarme popolare, i numeri dei flussi migratori non sono nulla di ingestibile. Su entrambi gli argomenti la speculazione politica ha creato danni difficili da sanare.

Sarebbe stato più ragionevole lasciare lavorare le forze dell'ordine, senza ingerenze, e senza l'ansia di appropriarsi di risultati di chi lavora sul campo, o negare risultati per screditare l'avversario.

Non è esattamente il mio settore, ma vi lancio due hints:

  1. Sicurezza e condizioni di vita comparate la vostra regione con il resto dei paesi OCSE
  2. Migranti: guardate i numeri della pubblicazione periodica OCSE

Verde-Speranza

La speranza è l'ultima a morire ... ma chi visse sperando morì cagando.

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